Consiglio trasparente

Albo pretorio
Dettaglio

La sede


Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Barletta-Andria-Trani
Palazzo Covelli - Via Ognissanti, 123 - 76125 Trani (BT)
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  MATTINO POMERIGGIO
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Palazzo Covelli (XVIII sec.)
Posto nel tratto iniziale di via Ognissanti, Palazzo Covelli, appartenuto alla famiglia tranese De Boctunis, nel 1753 venne acquistato dai Forges Davanzati, trasferitisi in città da Palo del Colle. Furono proprio i nuovi proprietari ad occuparsi del restauro totale del palazzo, opera che comprese anche l’aggiunta del secondo livello.
Due sono le caratteristiche che attraggono subito l’occhio dell’osservatore: il portale tipicamente settecentesco sormontato dall’arma araldica della famiglia Forges Davanzati e le balconate ad angolo, rese ancora più eleganti dalla serie di mensole sagomate. Suggestiva è anche l’impressione d’insieme: la compattezza della sua mole, la linearità e il sobrio plasticismo sono peculiarità che fanno del Palazzo Covelli un’autentica gemma dell’architettura tranese del XVIII secolo.
Assai interessante il cortile interno del palazzo, sul cui lato di fondo si innalzano due ordini di arcate con le bellissime balaustre in pietra, dietro cui si snoda lo scalone monumentale che porta ai piani superiori. Il “pezzo forte” è il grande salone delle feste, riccamente arredato con grandi specchiere, preziose consolles, divani, poltrone, pregiati tendaggi e drappeggi in seta. Il tutto impreziosito da una decorazione ricca ed elegante, opera di esperti artigiani di scuola napoletana. Particolare e raro il pavimento dipinto a mano con effetto marmorizzato, com’era in voga in quell’epoca. Un capitolo a sé merita il grande soffitto realizzato con struttura lignea incannucciata e rivestita di tessuto dipinto. Il ciclo decorativo – opera di Joan Constanz (1610) – è una grande allegoria nella quale sono rappresentate le quattro stagioni, con la figura dell’Altissimo sul trono, al centro di un grande cielo circondato da angioletti. Scenografica l’illuminazione affidata ad un maestoso lampadario in bronzo e a otto candelabri in vetro di boemia.